Partenze e ritorni…

Finalmente nero su bianco un istologico negativo! Non scendo nei particolari…quello che conta è che mi sento libera e senza pesi. Non importa cosa accadrà domani. Conta l’oggi. Voglio godermelo. È pazzesco perché questa settimana è stata la più bella e la più brutta della mia vita al contempo. Credo che la vita ci dia dei segnali. Non credo che le cose accadano per caso anche se a volte il destino è crudele. Il mio pensiero va a mio papà.  Per mesi abbiamo aspettato il suo ritorno cercando di non pensare troppo alla preoccupazione per la distanza e per le difficoltà oggettive del paese in cui viveva. L’Iraq è un paese complicato e complesso.  Dai suoi racconti ho capito quanto poco possiamo capire di un paese come quello solo guardando la televisione. È un paese ricco di contraddizioni ma anche ricco di storia e cultura.

Da laggiù è riuscito a capire i miei silenzi e il mio dolore. Ha capito la mia sofferenza nascosta come solo lui può fare. Non sono servite parole. Così mi ha fatto il dono più bello che potessi ricevere: mi ha reso partecipe di qualcosa che è solo nostro. Mi ha fatto sentire fautrice della felicitá altrui.Lui sapeva che avevo bisogno di questo.  Sono andata a prenderlo in aereoporto con le mani tremanti. Ero emozionata e felice. Ho pensato che cerchiamo la felicità in mille cose e poi lei viene a trovarci proprio quando non ce l’aspettiamo.

La gioia di mia mamma e mia sorella per quella sorpresa ha ripagato ogni momento di ansia e ogni momento di solitudine,  assenza e incomprensione.

Ancora una volta mi ha dato un grande insegnamento di vita.

Poi è arrivato l’istologico: negativo. L’ho detto a poche persone perché,  purtroppo, ho avuto la notizia che altre donne vicine e lontane stanno soffrendo perché la malattia è progredita. Il loro dolore lo capisco anche se non lo provo ora in questo momento perché la vita è stata più fortunata con me…per ora.

Ogni giorno qualcuno si ammala e ogni giorno qualcuno muore ma non dimentichiamoci che ogni giorno qualcuno nasce e qualcuno lotta per la guarigione. Nonostante tutto dovremmo goderci ogni singolo istante che la vita ci regala. Ogni malato terminale ha una dignità fino all’ultimo secondo di vita, fino all’ultimo debole respiro. È inutile affannarci. La vita è fatta di sentimenti e passioni. Per coltivare entrambi bisogna lavorare sodo, richiedono fatica e costanza. Non esiste nessun grande obiettivo che possa essere raggiunto con facilità. Forse è proprio la fatica, è la lotta stessa che ci da la forza di andare avanti. Bisogna sempre trovare un obiettivo e perseguirlo costi quello che costi.

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