Scelte….

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Istanbul 2013

Esattamente un anno dopo essere stata operata e dopo avere fatto svariati cicli di chemioterapia e radioterapia ho deciso di realizzare il piccolo sogno di vedere alcune città europee. 

 

Ho pensato e ripensato per giorni perchè non sapevo, e non so, se continuare a scrivere in questo blog. Quando avevo deciso di pubblicare alcune mie riflessioni ero indecisa e impaurita. Avevo tanta paura di sembrare egocentrica e narcisista, avevo paura di pubblicizzare il mio dolore, di esporre nella pubblica piazza i fatti miei e di ridurre questi ultimi cinque anni a poche frasi che potrebbero anche essere male interpretate o, peggio ancora, criticate. Non volevo, e non voglio, svendere i mie sentimenti e diventare vittima del web.

Alcune persone mi hanno scritto, anche solo un semplice messaggio, e con quel piccolo gesto mi hanno dato forza per continuare a scrivere. Scrivere mi piace ed è catartico ma sono convinta che abbia senso solo se qualcuno legge le nostre parole, solo se le condividiamo, altrimenti diventerebbe un puro esercizio di retorica, sarebbe un’attività solipsistica e, francamente, non me ne fregherebbe niente, non mi darebbe niente.

Quelle persone mi hanno dato forza, carica, le ho sentite vicino ma non avevo fatto i conti con un’altra questione: che sarei stata, anche, esposta a critiche. Far girare sul web i miei sentimenti è stato un pò come espormi e per una persona solitaria e chiusa come me è stato difficile. Le critiche sono arrivate e, purtroppo, sono arrivate da persone che stimo e che amo molto, da persone che mi conoscono bene.

Mi ha fatto male e avevo davvero deciso di non scrivere più, di mettere la parola fine a questo piccolo progetto che mi ha dato la forza per affrontare quest’anno fatto di incertezze sul mio stato di salute (sono stata sottoposta a gennaio ad un intervento di “revisione ascellare” a causa di un piccolo nodulo che presentava cellule tumorali considerate metastasi del tumore primitivo), di cadute, di difficoltà legate ai farmaci che stanno diventando sempre più pesanti per il mio corpo. Soffro, infatti, di fortissimi mal di testa legati ad un’iniezione che faccio ogni 28 giorni  la quale mi induce una sorta di “menopausa  farmacologica”. Sembra una cosa da poco ma posso garantire che il mio corpo ne sta risentendo molto: vampate di calore, mancanza di respiro, affanno, sudorazione eccessiva di notte tanto da svegliarmi in una vera e propria pozza d’acqua, e poi, dulcis in fundo, fortissimi la di testa che mi creano nausea e vomito e mi costringono ad assumere una dosa a volte eccessiva di antidolorifici. In aggiunta prendo ogni sera un farmaco che agisce sempre sugli ormoni, è un “progestinico” e ha il compito di abbassare il livello di estrogeni presenti nel mio corpo.

Nonostante ciò conduco la mia vita nel modo più normale possibile, come tutte le persone della mia età. Vado al lavoro, cammino, corro, faccio sport (quando non sono troppo pigra), esco con gli amici. Io mi sento sana e mi sento totalmente normale, sento che davanti a me ho infinite possibilità di scelta, sento che ho vita, vita pura e sento che dipende solo da me. Posso vivere alla giornata come ho fatto finora, impaurita dal ritorno del cancro che non se ne è mai andato per troppo tempo dal mio corpo, oppure posso lasciarmi le paure alle spalle e guardare avanti, portare avanti sogni, desideri, progetti.

Mi sento combattiva come non mai e sono decisa a non sprecare nemmeno un secondo della mia vita.

Questo è pressapoco il quadro della mia attuale situazione e ho deciso di scrivere queste cose, di condividerle proprio quando avevo deciso di chiudere tutto, di farla finita con questo blog.

Qualcuno a cui voglio molto bene ha criticato quello che scrivo e, soprattutto, il fatto che io scriva dei mie sentimenti, dei miei stati d’animo. Io scrivo spontaneamente, è una sorta di “flusso di coscienza”. Sinceramente non avevo nessun preciso progetto, ho solo pensato di scrivere di me e di come il tumore mi abbia cambiato, nel bene e nel male. Come posso non parlare di sentimenti e di stati d’animo? Come posso trasmettere forza ad altre persone in difficoltà se non mi espongo io in prima persona? io non ho paura di quella che sono diventata, non mi vergogno più di esprimere i miei sentimenti e lo sto facendo per una buona causa. Non credo di essere troppo volgare o macabra riguardo al tumore. Se così fosse vorrei che qualcuno mi scrivesse e me lo facesse notare.

Mi sono messa in discussione, ci ho pensato tanto e alla fine una persona carissima mi ha scritto delle belle parole e ha condiviso un pezzettino della sua vita con me. Lo ha fatto proprio quando avevo detto “basta” e per me è stato un segnale,quindi…eccomi qua.

 

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