sei sempre tu nonostante la malattia…..

Eccomi qua, con tutti i miei dubbi, le mie insicurezze, le mie paure. Getto la maschera sperando di essere di aiuto a qualcuno che è nella mia stessa situazione o che sta attraversando un momento difficile.

Vado avanti dritta e convinta senza preoccuparmi di tutte quelle persone che credono sia sbagliato scrivere di me e della malattia perché “sono cose private”.

Certo che sono private ma io ho deciso di condividerle perché, almeno, tutte le mie fatiche possano trovare un senso e, soprattutto, perché, qualunque cosa accada, le mie parole potranno restare oltre il tempo e oltre me. Questo mi rincuora. E’ puro egoismo e sano narcisismo, lo so, ma mi fa stare bene e mi sento tranquilla e in pace. Se qualcuno non approvasse è libero di non proseguire nella lettura. Su internet e sui social c’è, oramai, di tutto e mi fa sorridere amaramente sapere che se una ragazza posta foto di sé mezza svestita susciti molto interesse e molte poche critiche mentre quello che io scrivo viene considerato come qualcosa da “tenere nascosto”. Certo: la malattia fa paura ma io non sono la mia malattia e questo vale per tutti i malati. Tumore, cancro, malattia sono parole che suscitano paura e terrore e spesso ci dimentichiamo che il tumore, o qualunque altra malattia, è solo un evento che accade nella vita di una persona. E’ certamente un evento significativo e traumatico, un evento che cambia radicalmente il modo di affrontare la vita ma non coincide con tutta la vita di quella persona.

Io non sono la mia malattia e ho capito che fissarsi troppo su essa, basare tutta la propria vita sui ritmi degli ospedali, degli esami, degli interventi e delle cure è sbagliato perché significa tralasciare tutto il resto. Quello che bisognerebbe fare è vivere, farlo come non si è mai fatto, liberarsi dal peso delle preoccupazioni, dai fardelli della vita, dai problemi quotidiani, dai problemi economici, dalle sofferenze, dai problemi relazionali, dai problemi famigliari….liberarsi da tutto quanto possa impedirci di vivere serenamente. Con questo non voglio dire che bisogna vivere senza consapevolezza o in modo frivolo. Secondo me significa, semplicemente, capire che tutto quello che ci preoccupa è effimero e che niente è irrisolvibile. Nessun problema è uno scoglio insormontabile e dentro di noi abbiamo la forza e le energie per affrontare qualsiasi situazione.

Ovviamente io predico bene e razzolo male…

Sono consapevole di queste cose, non le ho scritte per riempire una pagina biancha e pubblicare un altro articolo che non leggerà nessuno ma perché sono cose che penso davvero. Le penso e faccio molta fatica a metterle in pratica, faccio fatica a ricordarmi che “io non sono la mia malattia”. Quello che voglio dire è che, dietro queste riflessioni che sembrano banali, ci sono sofferenza, dolore e fatica.

Ci sono giorni up e giorni down, ci sono gli effetti collaterali dei farmaci, le vampate di calore, la tachicardia, gli scompensi ormonali e gli sbalzi d’umore. Ci sono giorni in cui mi sento super forte e super felice, mi sembra di spaccare il mondo e, magari, il giorno dopo faccio fatica anche solo ad alzarmi dal letto, a farmi la doccia e a partire per andare al lavoro. Queste semplicissime azioni quotidiane date per scontate mi costano un enorme dispendio di energie. A tal proposito vorrei citare una teoria che mi ha fatto conoscere una persona che stimo moltissimo e a cui voglio molto bene con la quale condivido la fatica e la sofferenza nell’affrontare la quotidianità. “La teoria del cucchiaio” https://butyoudontlooksick.com/articles/written-by-christine/the-spoon-theory/, ben spiegata anche da Sara nel suo blog https://vivereconlartrite.wordpress.com/2014/09/25/la-teoria-dei-cucchiai/.

Non scriverò altro al riguardo perchè non voglio inquinare quello che è stato scritto dall’autrice di questa teoria ma invito tutti a leggerla, sia chi condivide con me le difficoltà della malattia e delle cure ma, soprattutto, chi vive accanto ad una persona che ogni giorno deve fare i conti con la malattia. Mi ha aperto gli occhi e ho appreso una grande lezione: che c’è chi sta peggio di me ma che affronta col sorriso, con forza  e con coraggio ogni attimo della vita. Ho capito che non sono affatto la sola a stare male, anzi, e questo mi ha dato forza.

Molte persone mi hanno detto: “sembri sana e normale da fuori”, “non sembri malata”, “sembri in perfetta salute”, “passerà tutto, ti vedo così bene”….

Io non so dire se queste parole mi facciano piacere o meno però so che io sono normale ma non sono in perfetta salute. E’ inutile prendersi in giro, sono felice di non sembrare malata ma la malattia non ti cambia l’aspetto, o , perlomeno, non sempre.

Certo, mi è capitato, all’inizio dell’iter delle cure, di perdere tutti i capelli, comprese ciglia e sopracciglia, ricordo che le infermiere non credevano che il colore naturale dei miei capelli fosse scuro, pensavano fossi bionda. Era così strano vedermi tutta bianca senza un pelo in nessuna parte del corpo. Ero diversa ma con la parrucca mi trasformavo e….tac come per magia non sembravo più malata agli occhi degli altri ma lo ero. Lo ero come lo sono ora e ogni azione quotidiana mi costa fatica. Non sempre, ovviamente, ma ci sono dei giorni in cui tutto è difficile. Allora sapete cosa faccio? respiro a fondo, cerco di farmi forza e di arrivare a fine giornata passetto dopo passetto, azione dopo azione, senza pensare a tutte le ore che ho davanti in cui devo essere sorridente, tranquilla, calma, energica. Credo che quello che mi dia la forza di andare avanti sia la voglia di dimostrare a me e agli altri che posso fare qualsiasi cosa come se non avessi mai avuto il cancro, come se non avessi mai  fatto cure, come se non avessi il corpo pieno di tossine a causa dei farmaci, come se non fossi preoccupata per queste maledette recidive che continuano a tormentarmi. Da 6 anni convivo col tumore e lo faccio a volte serenamente, altre no e direi una bugia se dicessi che non mi costa fatica però vado avanti, cerco ogni giorno un motivo per farlo, lotto contro me stessa perché spesso vorrei mollare tutto, vorrei stare in pace e deporre le armi ma non lo faccio perché “io non sono la mia malattia” , “io sono io nonostante la mia malattia e grazie ad essa ho la possibilità di vedere la mia vita da un prospettiva diversa”.

 

Oggi ho avuto una brutta notizia e, prima ancora di condividerla coi miei cari, la condivido qua sul mio blog perchè ho bisogno di una casa, ho bisogno di sentirmi “me”.

Domani pomeriggio mi aspetta l’ottava pet/tac della mia vita perché sembra che il tumore non sia ritornato in un solo posto. Mi inietteranno glucosio e una sostanza “radioattiva” e poi mi faranno una tac. Le cellule tumorali sono attirate degli zuccheri perciò il glucosio si depositerà là e, grazie al “radiofarmaco” sarà possibile individuare con la massima precisione la sede della neoplasia. Pazzesco eh? eh già, la medicina ha fatto passi da gigante e ci sono persone in remissione completa grazie alle cure.

Non ho paura, non sono preoccupata, sono pronta a qualsiasi cosa, mi sono allenata in questi anni quindi posso e voglio farcela ad affrontare anche questo momento consapevole che solo io posso trovare la forza per farlo, nessun altro potrà farlo al posto mio.

 

….eccomi qua con parrucca il 19/10/2011 ore 23:14

…eccomi qua senza parrucca il 19/10/2011 ore 23:24

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...