Pazienza e attesa: quando l’istologico diventa un’ossessione….

Scriverò poco perché sono stanca, provata e assonnata.

Ho pensato di scrivere una cosa importante per chi , come me, sta aspettando con ansia il famosissimo “istologico” dopo un intervento.

Il mio è pronto. L’ennesimo istologico dopo l’ennesimo intervento. Ho parlato una settimana fa al telefono con le infermiere del reparto di chirurgia senologica. Sto aspettando che mi chiamino dalla segreteria per darmi un appuntamento. pazzesco: sto aspettando con ansia un appuntamento in ospedale! Inutile dire che sto iniziando ad agitarmi. Ormai sono abituata a qualsiasi notizia e, comunque, so che sarà positivo, so che quello che hanno tolto era un tumore ma non so quanto grave fosse, non so che caratteristiche aveva, che cure vorranno farmi fare…   Il fatto di sapere che là c’è nero su bianco il mio istologico ed io ancora non so nulla mi fa innervosire. Spero che la mia sia una reazione “normale”, spero di non essere eccessivamente “ansiosa”. Sinceramente non temo la malattia in sé, non temo eventuali cure da fare, io sono pronta a combattere, ho ancora tanta forza. Quello che non sopporto è vivere continuamente nell’attesa, non poter fare progetti. Mi fa rabbia anche solo non sapere quando sarà l’appuntamento con il chirurgo perché non mi piace prendere permessi al lavoro all’ultimo momento. Sembrano banalità ma queste piccole “cazzate” mi ricordano ogni santo giorno che non posso fare quella vita che sognavo da bambina. Penso spesso a quando era piccola, avevo tantissimi sogni e pensavo spesso a me “da grande”. Mai avrei immaginato questo! Nonostante ciò credo di essere fortunata, non mi stancherò mai di dirlo. Voglio lottare in nome di chi non c’è più, voglio combattere per chi non ce l’ha fatta nonostante abbia affrontato il cancro col sorriso e con ottimismo, senza fare pesare nulla a nessuno, senza lamentarsi.

Ho sempre paura di chiamare in ospedale perché temo di apparire pedante e ansiosa e voglio che gli “addetti ai lavori” possano svolgere il loro mestiere senza assillarli. Nonostante ciò, ieri ho chiamato in segreteria per chiedere perché ci stiano impiegando così tanto tempo, mi hanno risposto di non preoccuparmi e che presto si faranno sentire. Inutile scrivere che la mia giornata è trascorsa col telefono nella tasca posteriore dei jeans in modo tale da sentire la vibrazione se qualcuno avesse chiamato. Ora sono le 23 passate e me ne sto per andare a letto senza sapere ancora nulla. La dottoressa dopo l’intervento mi aveva detto che avrebbe fatto pressione per avere l’istologico prima delle due settimane “canoniche” per l’attesa. Ebbene: ne sono trascorse 4. Venerdì, tra due giorni, saranno quattro settimane dall’intervento. Cosa dovrei pensare? cosa dovrei fare?

Cercherò solo di dormire, domani è un altro giorno e non ho perso l’ottimismo nonostante la mia pazienza sia continuamente messa alla prova.

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