Capita a tutti una giornata storta

Chi non ha mai pensato di mandare tutto a quel paese?

Chi non ha mai pensato ti buttare via tutto e di ricominciare da zero?

Chi non ha mai pensato di avere sbagliato tutto pur avendo dato tutto se stesso?

Eh sì, tante persone mi scrivono perché incoraggiate dal mio ottimismo ma io oggi non ho più parole per loro perché quell’ottimismo l’ho perso.

Forse non sono più la ragazza allegra e ottimista, quasi trentenne, di un tempo. Forse ora sono solo una trentaquattrenne incazzata perché ha buttato via i suoi sogni…

Eh già… a volte vedo tutto “al contrario” e penso non a quello che il cancro mi ha dato ma a quello che mi ha tolto: il sogno di diventare insegnante, viaggiare, conoscere il mondo, creare una famiglia, avere dei figli… Non è poco, è molto. Sono tutti traguardi facilmente raggiungibili ma io li ho buttati via. Ero troppo presa dalla mia lotta, troppo impegnata a godere del presente e di quello che avevo. Mi bastavano le piccole cose. Le recidive mi hanno bloccata ulteriormente proprio quando iniziavo a respirare aria di “vita normale”. Così ho dovuto dedicarmi ancora al mio corpo non come una normale trentenne bensì come una donna un pò fiacca, stanca nella mente e nelle membra. Ho dovuto pensare alla mia salute e salutare i miei vecchi sogni. Erano stati sostituiti da nuovi sogni, più semplici, più “vicini”: mi bastava essere viva e godere del tempo accanto alle persone che amavo. Ora questo non mi basta più ma non perché io sia diventata volubile e viziata. Non mi basta più perché ora credo nel presente ma anche nel futuro, ho una illimitata speranza verso il futuro e inizio a credere che la malattia non ritornerà. Più mi aggrappo a questa idea di futuro più mi incupisco perché mi ritrovo a fare i conti fino in fondo con la persona che sono diventata e la confronto con quella che sognavo di diventare. Vorrei di più, lo ammetto. Vorrei essere fiera di me, vorrei dedicarmi ai miei sogni, vorrei crederci, vorrei non abbattermi, vorrei non guardarmi allo specchio, intravedere qualche ruga e qualche capelli bianco e pensare che non sono contenta di me nonostante sia circondata da persone (poche) che amo e di cui posso fidarmi. Vorrei di più da me stessa, vorrei trasformare tutta la sofferenza provata, le paure, i dolori del corpo, i timori  di morire giovane e la sofferenza per la perdita di persone care…vorrei spaccare tutto e non avere paura, vorrei vivere, vivere fino in fondo e fino all’ultimo respiro…

La vita mi ha dato un’altra batosta con cui fare i conti: l’accettazione di non essere diventati quello che si vorrebbe…

Oggi è difficile dire “viva la vida”, è difficile anche solo pensarlo, figuriamoci gridarlo.

Me lo sono tatuata sul braccio per non dimenticarmi mai quanto la vita sia bella nonostante tutto. Questa frase per me è un inno alla gioia.

Quando una carissima amica, Alessandra, mi ha proposto di farci questo tatuaggio insieme ero felicissima e sono ritornata diciottenne. Per noi due ha un senso: è un inno alla vita ma è anche qualcosa che ci lega. Siamo consapevoli che la vita a volte è dura e imprevedibile ma c’è sempre un modo per rialzarsi e reagire.

Noi abbiamo combattuto le nostre battaglie su campi differenti ma poco importa, ciò che conta è che siamo consapevoli che non è da soli che ci si rialza ma è anche grazie alle persone, grazie alla solidarietà e alla condivisione. Siamo distanti ma c’è qualcosa che ci lega e quando ci sentiamo sole basta posare lo sguardo sul braccio e allora ci ricordiamo che c’è qualcosa che resiste al dolore, alla rabbia, alla frustrazione e alle enormi difficoltà che la vita ci continua a porre davanti: è l’Amicizia. Un’amicizia che va oltre tutto, oltre la diversità, la lontananza, oltre incomprensioni e distanze emotive…

Nella mia vita c’è stato un momento in cui ho perso tutto: la salute, il lavoro, l’amore, ma piano piano ho ricominciato dall’inizio anche se non ero più tanto giovane, anche se talvolta mi demoralizzavo… Quando mi abbatto penso alla cosa più importante che ho: la consapevolezza di potermi fidare ciecamente di qualcuno, sapere che non mi farebbe mai del male volontariamente, sapere che combatterà sempre con me e per me, sapere che io farei lo stesso.

Allora mi asciugo le lacrime e riparto da qui…

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