Una decisione difficile: scelgo la MIA libertà (normalità)

Senza tanti giri di parole: non sono ancora diventata brava a gestire la mia salute.

Bisogna volersi ben prima che sia troppo tardi e io ho già provato sulla mia pelle quanto il tempo sia fondamentale: se non avessi atteso tanto tempo prima di andare da un medico il cancro non avrebbe raggiunto tutti i linfonodi ascellari!

Bisogna curarsi ogni giorno, ogni istante.

Sembra una banalità ma dovremmo controllare ogni giorno quello che mangiamo. Il cibo che ci nutre condiziona il nostro corpo perché è il motore che lo fa funzionare. Si tratta di responsabilità verso se stessi, si tratta di consapevolezza.

Io non sono bravissima, lo ammetto, ma mi sto impegnando e sto cercando di fare tutte quelle cose che fino a qualche anno fa ritenevo inutili: evitare gli zuccheri, bere molta acqua, limitare la carne e gli insaccati, mangiare molta frutta e verdura, fare largo uso si cereali e legumi, fare attività fisica. Non sembra molto difficile ma ammetto che per me non è nemmeno semplice. Ogni giorno bisogna programmare i vari pasti della giornata e assicurarsi che ci sia tutto. A volte quando sono di corsa prendo al supermercato le prime cose che trovo e quasi sempre torno a casa con cibi ricchi di zuccheri.

Oramai lo avrete sentito tutti fino alla nausea: i tumori si nutrono di zuccheri. Purtroppo però non basta eliminare gli zuccheri per estirpare e uccidere il cancro. Servono terapie dolorose che mettono a dura prova il corpo e la mente.

Proprio per questo bisognerebbe fare prevenzione a 360 gradi ed educare di più ad una vita sana e ad una sana alimentazione.

Per quello che mi riguarda cerco di fare del mio meglio e di limitare tutto ciò che è sconsigliato. A tal proposito ci sono migliaia di informazioni in rete. In particolare ci sono moltissimi video e articoli del prof. Berrino. Non voglio annoiare con informazioni oramai ampiamente accessibili a tutti.

Ho iniziato a preoccuparmi di ciò che mangio e di praticare attività fisica soprattutto negli ultimi mesi, dopo aver deciso di sospendere le terapie.

Matta?

Sì un po’… 😂😂😂

Ho smesso le cure da quattro mesi per mia scelta e contrariamente ai consigli medici. In realtà la parola giusta da usare è “sospensione”. Non ho smesso per sempre ma solo per qualche mese. Avevo bisogno di respirare, avevo bisogno di staccare…

Ho pensato che fosse il caso di scriverlo, di comunicarlo e condividerlo. È l’unico modo per essere sincera e aprire un ponte verso tutte le donne con cui sono in contatto ma soprattutto verso tutte quelle che non hanno il coraggio di parlare e aprirsi. (Lo so: sono ripetitiva ma non mi stancherò mai di precisarlo). Non è facile nemmeno per me ma voglio tirare fuori il coraggio di non nascondermi. È lo stesso motivo per cui ho scritto il libro (di questo vi parlerò prossimamente ma vi garantisco che è working in progress).

Quindi eccomi qua a raccontare gli ultimi mesi senza decapeptyl ed exemestane.

Inutile prenderci in giro: si sta mooolto meglio.

Non per questo bisogna mollare. Chi conosce delle terapie che non provocano effetti collaterali ? Se qualcuno le conosce è pregato di contattarmi perché ho effettuato moltissime ricerche ma a quanto pare farmaco deriva dal greco pharmakon che significa antidoto e veleno al contempo… e se lo dicevano i greci…

Quindi esorto tutti a non mollare la presa. Bisogna lottare con unghie e denti, bisogna affrontare con coraggio e determinazione le terapie. È necessario sopportare e stringere i denti, mettersi i guantoni da combattimento… e non smettere mai di avere fiducia nella scienza!

A volte però sopportare e stringere i denti non basta. Ci sono momenti in cui si vuole essere felici. Punto. Questo è il mio caso. Dopo sette anni di lotta il mio corpo ha chiesto una tregua alla mia mente… una sorta di break…

Non è stato facile scegliere di buttare nel cestino i farmaci.

Ho iniziato a pensarci un anno fa quando nemmeno la vista del mare riusciva a darmi pace e a farmi sentire bene. Non avevo più forza, stavo sempre male. Riuscivo a tenere duro i cinque giorni lavorativi grazie agli antidolorifici e agli antinausea e nel weekend sistematicamente crollavo. Alcune domeniche d’estate mi facevo forza: mi alzavo dal letto e indossavo il costume. Facevo lo zaino: asciugamano, libri, creme solari e via verso la porta di casa, verso la tanto desiderata libertà. A volte riuscivo ad arrivare al mare, riuscivo a respirare l’odore di salsedine e a sentire il sole bruciare la pelle ma non riuscivo a godermi quelle giornate perché dopo alcune ore di battaglia cedevo al mal di testa e alla nausea. Mi buttavo esausta sull’asciugamano pregando che i dolori terminassero presto. Ho provato di tutto: meditazione, respirazione profonda, fiori di Bach, valeriana per rilassare i muscoli, camminare all’aria aperta… finché il neurologo non mi ha prescritto una cura composta da una combinazione di farmaci (sospenderli è stato difficilissimo perché creano assuefazione). Nemmeno i farmaci sono riusciti a placare le forti crisi di emicrania. Giuro che se non lo avessi provato non ci crederei. Non avrei mai immaginato che un semplice mal di testa potesse provocare tanti disagi e tantomeno nausea e vomito.

Con l’arrivo dell’autunno ho avuto qualche giorno di tregua, giusto per recuperare le forze e ricominciare con gli attacchi. I mal di testa mi hanno impedito di uscire con gli amici, di andare a fare gite fuori porta, di fare sport, di pulire la casa, di cucinare, di scrivere, di giocare coi nipoti, di essere presente al battesimo del mio ultimo nipotino, di andare a trovare i miei nonni in ospedale, di vedere gli amici a cui voglio bene, mi hanno impedito di essere “io”, di sorridere, di relazionarmi alle persone serenamente…

Ringrazio gli amici che hanno tenuto duro, mi hanno chiamato, sono venuti a trovarmi, mi hanno donato momenti di allegria e gioia nonostante tutto (ormai è scontato ma gli amici vanno divisi tra i conoscenti che vedi e senti saltuariamente e quelli veri, quelli che attraverserebbero l’oceano pure di darti il loro supporto, quelli che ci sono e ci saranno sempre nonostante tutto).

Una volta trascorsi l’autunno, l’inverno e la primavera ho maturato la mia decisione: interrompere i farmaci.

Volevo innanzitutto capire se le emicranie erano causate dalle medicine oppure no.

La prova del nove!

Avevo fatto vari esami tra cui una risonanza all’encefalo (menzionata in un articolo di qualche mese fa) e sapevo che eventuali metastasi erano state escluse.

La mia oncologa mi ha proposto una terapia alternativa: farmaci diversi ma con gli stessi principi attivi. Valeva la pena provare; vale la pena provare. Si è dimostrata aperta e disponibile ma è stata molto chiara in merito alla necessità di continuare una terapia.

Assolutamente!

Infatti è trascorso solo un anno dall’ultima recidiva e interrompere le cure all’improvviso è pericoloso.

Ho passato varie notti insonne riflettendo, valutando, facendo ricerche, leggendo articoli di medici, ricerche svolte in vari paesi del mondo da medici autorevoli. A tratti interrompevo la lettura per piangere lacrime di rabbia perché non desideravo tanto: solo una normalissima vita da trentenne!

Ho letto numerose esperienze di altre donne e alla fine ho deciso: sospendere tutto fino a metà settembre e vedere cosa succede.

All’inizio è stato difficile ma ero determinata.

Una scelta del genere implica coraggio ma soprattutto fermezza. Bisogna essere convinti e non avere tentennamenti.

Dopo quattro mesi posso affermare con certezza che il mal di testa, la nausea, il vomito, i capogiri e i dolori alle ossa erano causati dai farmaci.

Sto bene, ho anche perso qualche kg anche se mi vedevo molto meglio con un po’ di carne in più 🤔😊.

Nonostante mi senta molto bene, abbia ripreso a fare sport, sia più serena e riesca a fare tutto ciò che prima non facevo come andare al mare e tuffarmi in acqua, giocare per ore in mare, sentire il vento sui capelli bagnati, andare via in moto (da passeggero), giocare coi nipoti, chiacchierare con le persone spensieratamente…sono determinata a riprendere le cure a metà settembre. Resterò fedele alla decisione presa di concedermi un periodo di tregua per recuperare le energie e iniziare la nuova cura.

Non voglio adagiarmi a questo benessere, voglio usare la testa e provare la nuova cura. Lo devo a me e alla mia salute altrimenti gli anni di cure trascorsi sarebbero stati vani!

So già che sarà dura dato che i farmaci nuovi provocano effetti collaterali simili ma almeno avrò recuperato le energie.

Farò tesoro di questi mesi di normalità…

Ormai ho 34 anni e ho sette anni di cure alle spalle.

Il corpo non è più forte come un tempo ma voglio che lo sia la mia mente.

Sono stata lunga e prolissa ma giuro che ho cercato di essere sintetica 😃.

Era giusto che descrivessi la mia esperienza.

Molte donne mi sono state vicino in questi mesi nonostante stessero combattendo battaglie molto più dure della mi. Il mio ringraziamento speciale va a loro! Vi voglio bene! Voglio bene a tutte indistintamente e nel mio cuore sarete per sempre tutte UNITE!

Inoltre ringrazio la mia famiglia e mia sorella perché hanno sempre accettato le mie scelte anche quando non le condividevano, senza fare troppe domande … Esserci sempre gli uni per gli altri non è scontato! Siete il mio porto sicuro!

Ringrazio i pochissimi amici che sono stati al mio fianco e il mio compagno che nonostante tutto è ancora qua e tiene duro insieme a me. Le difficoltà sono state e sono tante in questi ultimi anni ma non cambierei nulla della mia vita. Siamo riusciti a godere e ad apprezzare ogni singolo istante di questa settimana di ferie nonostante non abbiamo preso aerei e non abbiamo fatto chissà quale viaggio (i viaggi sono sempre stati motivo di serenità per me). Arriverà anche per noi il giorno in cui partiremo… nel frattempo non stiamo qua ad aspettare quel momento ma viviamo e siamo felici QUI ED ORA! La felicità non è domani, non è nel futuro… è OGGI, è ORA! Non dura un minuto ma molto, molto di più! Dipende solo da noi!

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