Come gestire la FELICITÀ?

24 dicembre 2018

Nelle lunghe attese di questi giorni, seduta nelle sale d’aspetto degli ospedali, in mezzo a tante persone silenziose, immerse nei propri insondabili pensieri, cerco di impegnare il tempo scrivendo e leggendo.

Nonostante ciò la maggior parte delle volte mi ritrovo col cellulare in mano a navigare su internet alla ricerca di spiegazioni, di dati, di storie a lieto fine di persone che hanno lottato contro il cancro.

Oggi vorrei evitare questa ricerca disperata di un senso. Sicuramente non sarà internet a darmi una risposta.

Forse non c’è, o forse è dentro di me, chi lo sa?

Ho sognato l’universo, la via lattea e Giove. Chissà perché proprio Giove… Poi ho sognato un meteorite piccolo ma allo stesso tempo ingombrante che ruotava attorno a Giove.

Giove era molto più grande e avrebbe potuto anche schiacciarlo ma lassù, si sa, non c’è la forza di gravità.

Altre forze governano l’universo.

Forse quel meteorite continuerà a girare attorno a Giove, forse continuerà a disturbarlo con la sua fastidiosa presenza o forse sparirà, inghiottito nell’abisso.

Oppure spariranno entrambi?

Spero di concludere presto il mio sogno e spero in un lieto epilogo.

Sono certa che non mi perderò d’animo.

Nessuno dovrebbe mai perdersi d’animo.

Sorrido pensando a quello che ho scritto poco più di un mese fa…

20 novembre 2018

A volte sei talmente felice da chiederti se davvero te la meriti questa felicità…

No sai se capiti a tutte le persone che hanno sofferto e messo in dubbio la propria esistenza fisica ma anche spirituale.

Oppure capita solo a te?

Un giorno una persona ti ha detto che il tuo pregio e il tuo difetto coincidono: vivi le sensazioni fino al loro limite massimo. Se sei felice lo sei con tutte le cellule del tuo corpo ma ciò vale anche per l’opposto della felicità: la tristezza.

Ci sono persone felici o infelici senza un particolare motivo, sentono dentro di sé un male di vivere inspiegabile e, a tratti, insondabile.

Poi ci sono persone piegate dalla vita e dalle esperienze negative e dolorose che hanno dovuto affrontare.

Tu ti riconosci in queste.

Tuttavia comprendi anche quelle altre persone, quelle a cui magari va tutto bene, hanno salute, bellezza, famiglia, amore e denaro, viaggiano, fanno esperienze… eppure sono tristi, sentono un vuoto dentro, soffrono perché sentono di non essere al “loro posto” nonostante siano “fortunate” per quello che riguarda i mezzi che la vita gli ha concesso.

Forse quel dolore senza spiegazione concreta è ancora più forte, è potente, è devastante.

Non lo sai ma spesso ti sei posta queste domande.

Non credo che la felicità consista nel possesso di oggetti, nei soldi e nelle possibilità che questi ci concedono.

Felicità è gioire per un traguardo raggiunto,

è sapere che quel poco che hai lo hai ottenuto con le tue forze e la tua tenacia,

è cogliere quello che le persone trasmettono oltre le parole,

è fare un viaggio dopo tante fatiche e soldi messi da parte un po’ alla volta rinunciando a qualcosa,

è avere vicino persone che ami e ti amano, che non abbandoneresti mai e che amerai a prescindere da quello che fanno per te,

è non provare invidia ma gioia sincera per i traguardi raggiunti dagli altri,

è svegliarsi all’alba per andare a lavorare, fare 70 km di auto per raggiungere il posto di lavoro ma sapere che quello che fai è caratterizzato da onestà e schiettezza, da fedeltà verso chi ti offre un lavoro,

è avere una famiglia fuori dal normale ma sapere che non ti abbandonerà mai qualunque scelta tu faccia,

è sapere che probabilmente non avrai figli ma che la vita ti ha ripagato con tre nipoti che adori e ti adorano.

Ogni cosa ha il suo opposto.

Felicità è l’opposto di tristezza

ma sta a te, sì, proprio a te, provare l’una o l’altra.

Dipende da come la vita si mostra ai tuoi occhi.

A volte il dolore è stato così forte che quando la felicità fa capolino provi quasi paura.

Sì, paura che tutto ritorni come prima, che capiti ancora qualcosa di brutto, che la vita ti pieghi.

Allora stai ferma, non respiri per paura di cambiare le cose, per paura che il dolore arrivi ancora.

Forse sarà così per sempre ma non vuoi farti piegare da questo, non vuoi vivere la paura della malattia e dell’abbandono ancora.

Per affrontare tutto ciò devi vivere, vivere e non avere paura di respirare, di inalare la vita che, nonostante tutto, è bellissima.

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