Finalmente il libro è pronto!

Ultimamente sto riflettendo molto sull’importanza di esternare i sentimenti e di parlare della malattia.

Credo che il confine tra espressione delle proprie emozioni e spettacolarizzazione del cancro sia molto sottile.

Scrivere la mia storia, rivivere questi otto anni che mi hanno cambiato la vita, mettermi a nudo, esternare le emozioni e condividere la mia sfera più intima non è stato facile.

Una settimana fa avevo in mano la copia cianografica del manoscritto. Dopo due anni finalmente ho fatto questo passo: mi sono fatta coraggio e ho deciso di stampare il libro. Ora le altre copie sono in fase di stampa!

Dopo la metastasi encefalica ho capito che non volevo perdere altro tempo e che avrei dovuto affrontare le mie insicurezze e le mie paure. Con l’aiuto di mio papà e dell’associazione che mi supporta, Unite si può, sono arrivata alla fine di questa esperienza pazzesca.

È stato un percorso bello ma anche duro. Ho rivissuto ogni attimo della malattia, ma ho anche metabolizzato la sofferenza che inevitabilmente ha suscitato in me.

Il libro si intitola:”La vita addosso” e a breve sarà disponibile in alcune librerie della mia città. Stiamo lavorando anche per la vendita online e spero che sia presto attiva.

Non è un periodo facile perché mi mancano ancora 9 cicli di chemioterapia ma con l’aiuto di mio papà riuscirò a gestire anche la vendita del libro.

Il ricavato andrà interamente all’associazione Unite si può onlus.

Il libro è nato grazie all’iniziativa di una persona cara che ha avuto fiducia in me e mi ha seguito durante tutta la stesura del manoscritto. Ha coretto ogni capitolo dandomi utili consigli. È lei che ha impostato font, misura della copertina e spazi di scrittura.

Le sono molto grata, il suo aiuto è stato fondamentale.

Questo libro è solo la mia storia. Racconta della malattia, della prima diagnosi e di come ho vissuto questi ultimi otto anni divisa tra malattia, dolore, medicine e voglia di vivere nonostante tutto, desiderio di non mollare e di non perdermi i miei trent’anni.

Ci sono moltissime altre storie che meritano di essere raccontate.

Da quando mi ammalai la prima volta sono cambiate molte cose: la tecnologia e i social hanno avuto una crescita esponenziale.

Ora basta cercare #chemioterapia su Instagram e si è immediatamente in contatto con migliaia di altre persone che stanno affrontando le cure.

Questo mi fa bene ma al contempo mi spaventa molto.

I social eliminano la solitudine e lo spaesamento, favoriscono la condivisione e la vicinanza, ma allo stesso tempo annullano completamente il confine tra sfera pubblica e privata.

A volte mi sembra di perdere il senso di tutto, di ridurre esperienze forti a una serie di foto di ospedali e teste pelate…

Io sono la prima ad usare i social. Questo blog ne è la testimonianza.

Desidererei tanto diffondere il libro e raccogliere fondi per l’associazione senza usare i social ma è impossibile. Nessuno saprebbe dell’esistenza del libro né dell’associazione.

Il mondo in cui viviamo oggi è così.

Devo farmene una ragione.

Ho riflettuto molto su queste tematiche.

A volte non so se sia giusto o meno pubblicare le mie foto col turbante ma poi penso che questa sono io ora. Non sono più la ragazza coi capelli lunghi di sei mesi fa.

Ora Serena è la ragazza con capelli cortissimi, il lato destro della testa completamente pelato e una cicatrice (seppur “perfetta”) a ricordare l’intervento di gennaio all’encefalo.

Fuori sono così, ma dentro come sono?

Vorrei tanto saperlo anche io. Desidero raccontare come mi sento e cosa provo perché questo conta molto di più di ciò che si vede fuori.

Vorrei dare un senso a quello che mi è capitato facendo qualcosa per le altre persone. Vorrei sollevarle, vorrei che non si sentissero sole.

La malattia fa capire quanto preziosa sia la vita, ci aiuta a dare un senso ad ogni attimo, ci spinge ad inseguire i nostri sogni ma non è solo questo. L’inseguimento della felicità, dei piaceri e dei sogni è solo un modo per affrontare bene la tempesta, ma c’è di più in realtà.

Quello che conta davvero va oltre noi, oltre la nostra gioia egoistica e il nostro singolo benessere.

Il senso ulteriore è dato dalla condivisione, dalla reciprocità, dall’empatia e dalla riscoperta o scoperta dei nostri valori.

Sono i valori, le idee a fare di noi le persone che siamo.

Non so cosa potrò fare per mettere in pratica le mie idee e i miei valori, ma ora so quali sono e so cosa voglio, so cosa da senso al vuoto e alla sensazione di impotenza che sento di fronte al dolore.

Non tutti siamo uguali, ognuno trova la sua strada e il suo senso e io mi auguro che tutti possano cambiare e trovarlo.

Le avversità si affrontano mutando, mettendosi in discussione… non rimanendo fermi.

In questi mesi ho conosciuto molte persone speciali e ho scoperto un’umanità che pensavo non esistesse.

Mi piacerebbe intavolare una discussione sui social e l’uso dei social da parte di persone malate di cancro.

Sto maturando le mie riflessioni in merito e ho opinioni discordanti.

Sono confusa… 😏😏😏

Un abbraccio a chi si sente solo☺️☺️☺️☺️☺️

Viva la vita!

☀️☀️☀️☀️☀️☀️☀️

Finalmente il libro è pronto

2 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...